Sposarsi a Palermo: alcune delle chiese più belle.

Il matrimonio è uno dei momenti più significativi ed emozionanti nella vita di ogni coppia, è il raggiungimento di una meta e un punto di partenza, è una dichiarazione d’amore e la promessa di una vita piena.

 Un giorno conosciamo qualcuno e capiamo subito che non si tratta di un incontro qualsiasi. Ci innamoriamo e poi, inevitabilmente, ci chiediamo se quella persona con cui condividiamo ogni cosa, emozioni e pensieri, sogni e difficoltà, sia quella che ci accompagnerà per tutta la vita. Talvolta la risposta è un “si” ed è in quel momento che cambia tutto. Quel “si” è la premessa di un’avventura incredibile, da compiere insieme, mano nella mano, con lo sguardo rivolto al futuro e la sincerità nel cuore.

Ecco perché la scelta della chiesa, del luogo nel quale questa lieta unione sarà consacrata e annunciata ai parenti e agli amici più cari, diventa di fondamentale importanza.

Palermo è una città unica, complessa, ma bella, e le sue chiese, soprattutto quelle che ne costellano il centro storico, ne rispecchiano l’affascinante storia e il carattere. Felice crogiolo di componenti culturali eterogenee è, per esempio, la Cappella Palatina, basilica a tre navate, che, dedicata a San Pietro Apostolo e parte integrante del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, fu realizzata nel XII sec. per volontà di re Ruggero II di Sicilia e concepita originariamente come cappella privata. Impossibile restare indifferenti dinanzi alla bellezza del suo soffitto a muqarnas, di chiara derivazione araba, o, ovviamente, dei suoi mosaici bizantini, che, smaglianti, ne ripercorrono le pareti, catturando e riconducendo lo sguardo degli astanti alla solenne effigie del Cristo Pantocratore, che, sovrastante il presbiterio, si mostra in atto benedicente.

Frutto dell’apporto di tradizioni e stili diversi è anche la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, che risalente al XII sec. ed eretta per volere di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio siriaco di fede ortodossa al servizio del re normanno Ruggero II, viene detta “la Martorana” per la sua vicinanza al monastero benedettino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana. Anche in questo caso un pregiato apparato musivo di origine bizantina arricchisce l’edificio e ha il suo punto focale nel Cristo Pantocratore assiso e benedicente della cupola.

Decisamente fastosa è, poi, la Chiesa del Gesù, che, nota come Casa Professa per via dell’annessa casa madre dell’ordine, è uno dei più noti e importanti esempi dell’arte barocca in Sicilia. L’edificio, esternamente più lineare, è attraversato all’interno da una teoria di sculture, dipinti, decorazioni marmoree policrome, stucchi e affreschi, che, come da uno scrigno traboccante di doni, si impongono, preziosi, allo sguardo di fedeli e visitatori.

Più sobria e ariosa si presenta, invece, la chiesa della SS. Trinità, comunemente nota come “la Magione”, che, risalente alla fine del XII sec. e costruita secondo i consueti canoni dello stile arabo normanno, fu concessa prima all’ordine dei monaci Cistercensi (1150) e poi a quello dei Templari Teutonici (1197), che la governarono fino al XV sec. La chiesa fu sottoposta negli anni a vari rifacimenti e, nonostante oggi si presenti privata degli originali ornamenti, continua ad esercitare un indicibile fascino.

Infine, non possiamo non ricordare l’Oratorio del SS. Rosario in Santa Cita, che, fondato nel XVII sec. dall’omonima compagnia, si mostra, come spesso accade nel caso degli oratori, semplice all’esterno e riccamente ornato all’interno. Raffinati e sorprendentemente vitali gli stucchi di Giacomo Serpotta ne abbelliscono, infatti, le pareti, riempiendo l’intero ambiente del loro “candido splendore”.

Naturalmente questi sono soltanto degli esempi. Palermo è ricolma di chiese belle da togliere il fiato. Ma allora come fare a scegliere? Come orientarsi? La prima cosa da fare è sicuramente quella di affidarsi al proprio istinto e gusto personale. Altri aspetti da considerare potrebbero essere, per esempio, la disponibilità della data e dell’orario prescelti, la presenza o meno di parcheggio nei pressi dell’edificio e la sua capienza, la possibilità o meno di addobbare con decori floreali l’interno della chiesa o di poter fare esibire dei musicisti a piacimento.

Ma davvero tutto questo può avere una qualche importanza per una coppia che sta per intraprendere un cammino di fede e d’amore insieme? Secondo noi no. Ciò che veramente conta è che tutto si svolga in perfetta armonia e nel rispetto delle esigenze di entrambi gli sposi.

Genny Ferro

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